venerdì, 13 novembre 2009

Non era stata abbastanza chiara, quella notte. Del sole, nemmeno l'ombra. Forse era colpa della nebbiolina scura. O, più probabilmente, dei miei occhi. Chiusi. Riaprendoli mi accorgo che tutto è come meno di dieci ore fa. La camerata sembra sporca allo stesso modo e i miei mitbewohner dormono sereni. Penso. Cose troppo razionali per quest'ora. Richiudo gli occhi e forse sogno qualcosa di particolarmente stupido, così stupido che sono contenta di non riuscire a ricostruirlo.

Intanto doccia, e via.
Mi chiedo ancora cosa stia facendo qui. Percorrendo la strada che mi separara dal bar della metropolitana, penso anche a questa tosse terribile. Non prendo mai farmaci perché preferisco non crearmi dipendenze. Ormai il modello statalista è scomparso. "Provvedi a te stesso e se non ce la fai, ciao", dovrebbe recitare un cartellone per aprire gli occhi agli ingenui. Ma comunque, 'Macht nichts', risponderebbero
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categoria:parole a caso
sabato, 07 novembre 2009

Andrà meglio.
Bisognerebbe capire cosa fare, ancora.
Dove migliorare. Come. Il perché è evidente.
C'era una scadenza?



Intanto le stelle non cadono dalla notte del primo bacio e grilli non appaiono mai e le bestie in cantina non si arrendono e il cosmo prosegue, senza  soste. Non c'è niente per cui valga la pena. Di.

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lunedì, 19 ottobre 2009

- Vabbè. Ti preparo il tè? -

Fecero molte altre cose. Tante, in due, son più belle.

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categoria:passanti
domenica, 11 ottobre 2009

Torno indietro.
Sono troppo stanca per stravolgere le stelle.

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categoria:parole a caso
domenica, 04 ottobre 2009
1910.

"Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non e' mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza dell'immagine nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Cosi' un cavallo non ha quattro gambe: ne ha venti e i loro movimenti sono triangolari"

(Dal Manifesto tecnico della pittura futurista, 1910)

 
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